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    01/01/0001
    San Leo
    Vallata del Marecchia

    San Leo

       Mons Feretri era l'antico nome di San Leo, che fu anche il primo titolo nobiliare che presero i signori del luogo, i conti di Montefeltro, poi diventati duchi di Urbino.
       Sulla cima del grande massiccio roccioso sta appollaiata la rocca, la quale fu l'ultima capitale dell'Italia del primomillennio: qui dopo anni di assedio fu preso prigionieroBerengario II da parte di Ottone I, era l'anno 962  dopo Cristo. Qui nacque il Sacro Romano Impero di stirpe germanica. La fortezza fu poi dominio dei vescovi di Montefeltro, dei Malatesta di Rimini che lasciarono il loro segno nei bastioni poligonali scarpati, nell'arco gotico dellla seconda porta. Questa rocca su scalata e occupata da Federico da Montefeltro e dai suoi uomini, il quale volle ristrutturarla su progetto di Francesco di Giorgio Martini con due torrioni rotondi. Sotto i Della Rovere fu trasformata in residenza ducale periferica. Divenuta carcere pontificio vi fu imprigionato il conte di Cagliostro, fino alla morte: c'è ancora la sua cella e il pozzetto di pena, ma nessuno ha più saputo dove sono state sepolte le sue ossa.
        Oggi questo forte ospita alcune collezioni storiche e artistiche.
        Ai suoi piedi si raccoglie il piccolo abitato medievale tutto circondato da pareti a picco comeper un miracolo della Natura. Vi è una sola porta d'ingresso, per essa passò Dante, che ricorda San Leo nel suo divino poema. Sotto l'olmo della piazza nel 1213 predicò San Francesco che proprio qui ebbe in donoil monte della Verna, ove ricevette le Stimmate.
        I gioielli d'arte di questo luogo, unico al mondo, sono le due chiese romaniche quasi affiancate, la Pieve e il Duomo. Il Duomo si presenta come un capolavoro di architettura romanica, una data ricorda che fu costruita nel 1173, ha la facciata con lesene e senza portale perchè a strapiombo sul vuoto. Vi è conservato il sepolcro di San Leone, opera dello stesso santo scalpellino. L'alto campanile isolato era al tempo stesso un simbolo religioso e una torre di difesa. Nella pieve reperti riutilizzati risalgono sll'slto medioevo, l'interno è a colonnato e vi è un prezioso ciborio in pietra scolpita che risale  alla piena epoca carolingi datato  882 con la dedica al duca Orso. Questa chiesa è bilanciata su uno spuntone di roccia, per cui alle due estremità sono state ricavate, una cripta per le reliquie  ed un sacello ove lo scalpellino Leone dormiva sulla nuda pietra. Ecco perchè qui a San Leo, nella fantasia del visitatore, scorrono le immagini di 1500 anni di storia e di arte, di mistici e mistificatori, di illustri reclusi e di comuni malfattori.

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